Graduatorie del nido: cosa sposta davvero l'esito della domanda
Come funziona l'iscrizione al nido comunale: punteggi, ruolo dell'ISEE, scelta delle sedi, termini dopo la graduatoria e obbligo vaccinale, con i casi di Roma, Milano e Bologna.
Il nido non è scuola dell'obbligo: è un servizio a domanda individuale e a governarlo è il Comune. Uniformi sul piano nazionale sono due cose sole, l'obbligo vaccinale come requisito di accesso e le regole di calcolo dell'ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni. Bando, punteggi, sedi indicabili, tariffe e termini cambiano da comune a comune. Qui non si riscrive un bando: si mettono in fila le poche leve che spostano l'esito, con Roma, Milano e Bologna come casi documentati.
Le tre famiglie di strutture
Ci sono i nidi a gestione diretta, comunali con personale del Comune; quelli a gestione indiretta, in appalto, in project financing o privati convenzionati, gestiti da privati ma ai quali si accede dalla stessa graduatoria comunale; e il privato puro, fuori graduatoria e con retta propria. La confusione riguarda la categoria di mezzo, e l'avviso di Roma Capitale per il 2026/2027 è esplicito: i nidi a gestione indiretta assicurano gli stessi standard e le medesime quote contributive di quelli a gestione diretta. Convenzionato non significa più caro, significa gestito da altri.
Il privato puro pesa su un altro capitolo, il bonus asilo nido INPS: fino a 3.600 euro l'anno, ma solo per strutture abilitate a erogare servizi educativi 0-3 secondo la normativa regionale, e se la struttura non risulta abilitata il contributo non viene riconosciuto. Dal 2026 basta una sola domanda, valida fino all'agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni (comunicato INPS del 31 marzo 2026).
Tre convinzioni che fanno perdere il posto
Iscriversi il primo giorno non serve. Roma lo scrive nell'avviso, Milano nel comunicato iscrizioni 2026/2027: l'ordine cronologico di presentazione non incide sulla posizione in graduatoria. Conta il punteggio, che dipende da fatti già dati quando compili la domanda.
Saltare l'ISEE perché "tanto è alto" è la mossa peggiore. A Roma chi non lo presenta finisce ultimo fra quelli con lo stesso punteggio e paga la tariffa massima. A Bologna la mancata presentazione vale zero punti su una voce che pesa parecchio. A Milano non tocca la graduatoria ma decide la retta, e in assenza di dati ISEE si applica la fascia più alta.
Il termine dell'ISEE non è quello della domanda. Per il 2026/2027 le finestre non sono nemmeno allineate fra città: Milano dal 4 al 25 febbraio 2026, Roma dal 24 febbraio al 30 marzo, Bologna dal 13 aprile al 4 maggio. Ma a Roma il termine per ripresentare un'attestazione ISEE valida è il 9 aprile 2026, e a Milano la DSU per la quota agevolata va sottoscritta entro il 30 giugno 2026. Il rilascio richiede almeno dieci giorni lavorativi dalla presentazione della DSU.
L'ISEE fa tre cose diverse in tre città
È il fatto più controintuitivo della materia, e nessun sito comunale lo dice perché ciascuno parla solo di sé.
- Milano: l'attestazione ISEE non viene considerata per la formazione delle graduatorie; serve solo, a posto assegnato, per la quota mensile.
- Roma: non attribuisce punteggio ma decide gli spareggi. A parità di punteggio precede il minore con ISEE più basso; a parità anche di ISEE, il nato per primo; poi si procede per estrazione.
- Bologna: dà punti veri. Nell'avviso per il 2026/2027 la condizione economica vale fino a 44 punti con un ISEE fino a 4.000 euro, scende per scaglioni fino a 20 punti nella fascia 46.000-50.000 euro e vale zero sopra i 50.000 euro o senza ISEE. In domanda non si scrive il valore: si indica la data di sottoscrizione della DSU.
Serve l'ISEE per prestazioni agevolate rivolte a minorenni (art. 7 del DPCM 159/2013), che include nel nucleo anche il genitore non convivente e non coniugato che abbia riconosciuto il minore. L'ISEE 2026 si riferisce a redditi e patrimonio del 2024.
Scegliere le sedi è una decisione, non un modulo
A Roma si indicano da una a sei strutture nel Municipio prescelto, ma le prime due opzioni devono essere nidi a gestione diretta, in appalto o in project financing. Le deroghe sono tassative e quasi tutte legate alla distanza: nessun nido pubblico entro tre chilometri in auto o cinquecento metri a piedi, disabilità nel nucleo, fratello già in un convenzionato. La residenza a Roma di almeno un genitore vale da sola 1.000 punti, cioè una precedenza secca sui non residenti.
A Milano il sistema impone le due sedi comunali o in appalto più vicine alla residenza anagrafica, individuate tramite Geoschool: non sono eliminabili e valgono 40 punti ciascuna, mentre le altre due, libere anche fra le private accreditate, non danno punteggio. L'ordine di preferenza non cambia la graduatoria, decide quale posto viene assegnato quando si è in posizione utile su più sedi. E le domande di nuclei residenti in altri Comuni italiani non vengono accolte. Il punteggio del lavoro si somma fra i genitori, 50 punti per chi lavora a tempo pieno, e per il genitore unico si calcola come se fossero due — a Roma invece è costruito sulla coppia: 40 punti se lavorano entrambi a tempo pieno, 20 se ne lavora uno solo.
A Bologna si indicano fino a otto nidi in tutta la città, indipendentemente dal Quartiere, ma l'ordine vincola: le preferenze più alte limitano la facoltà di rinunciare al posto senza chiudere la posizione.
Dopo la graduatoria comincia la parte che costa
A Roma le graduatorie provvisorie escono il 21 aprile 2026, i ricorsi entro dieci giorni lavorativi, le definitive il 25 maggio, e il posto va accettato online entro il 4 giugno 2026 a pena di decadenza; rifiutarlo comporta l'esclusione anche da tutte le altre strutture indicate. A Milano la graduatoria esce il 9 aprile 2026 come estratto anonimo, con il solo codice della domanda, e le osservazioni si presentano entro dieci giorni.
Poi c'è l'ambientamento: circa due settimane, scaglionato, con la presenza di un genitore. La sorpresa è economica. A Roma è parte integrante del servizio e non dà diritto a riduzioni, e la prima quota di settembre vale come iscrizione e non viene restituita. A Milano la quota è dovuta dal mese di inizio dell'ambientamento anche senza frequenza e la data concordata non si può posticipare, ma si può rinunciare senza costi fino al giorno prima. Bologna riduce invece la retta del primo mese in base al giorno di ingresso, fino ad azzerarla per gli ingressi di fine mese.
Anche le tariffe divergono: Roma incrocia dieci fasce ISEE con la fascia oraria, con esenzione totale fino a 5.000 euro di ISEE; Milano ne usa quattro, e nell'ultima tabella pubblicata, quella del 2025/2026, si va dalla gratuità fino a 6.500 euro di ISEE a 502,20 euro al mese sopra i 27.000 euro o senza ISEE. Al 14 agosto 2026 la tabella milanese 2026/2027 non risulta pubblicata: quei valori vanno riverificati.
Vaccinazioni: la regola che non cambia da nessuna parte
Le vaccinazioni obbligatorie per i minori sono dieci: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella, quest'ultima per i nati dal 2017 in poi. Il testo originario del decreto del 2017 ne prevedeva dodici: la legge di conversione le ha ridotte a dieci (circolare del Ministero della Salute 0025233 del 16 agosto 2017). Per il conto delle dosi già fatte c'è il calendario delle vaccinazioni.
Per i servizi educativi 0-6, comprese le strutture private non paritarie, la documentazione vaccinale è requisito di accesso: è la differenza con la scuola dell'obbligo, dove la mancanza non impedisce frequenza né esami. Due dettagli circolano quasi sempre sbagliati. La sanzione va da 100 a 500 euro, non da 500 a 7.500 come nel testo pre-conversione, ed è irrogata solo dopo contestazione formale della ASL e mancato adempimento nel termine fissato. E pagarla non riapre la porta del nido: estingue l'obbligo ma non consente la frequenza finché l'obbligo non viene adempiuto.
Dal 2019/2020, però, le famiglie in regola non consegnano nulla: i servizi trasmettono alle ASL l'elenco degli iscritti entro il 10 marzo, le ASL restituiscono entro il 10 giugno i nominativi non in regola e solo a quelle famiglie viene chiesta la documentazione, entro il 10 luglio. È il modello di Milano, con verifica presso ATS, e di Bologna, con scambio dati AUSL. Roma chiede invece una dichiarazione sullo stato vaccinale già all'accettazione del posto e, per i non in regola, il diniego di accesso e la decadenza senza restituzione della quota.
Cosa cercare nel bando del tuo comune
Se il tuo comune non è fra questi tre, il bando risponde comunque alle stesse domande:
- la finestra di apertura e chiusura, e se ne esiste una secondaria per le domande fuori termine;
- quante sedi puoi indicare, se qualcuna è imposta e se l'ordine vincola le rinunce;
- se l'ISEE dà punteggio, decide gli spareggi o serve solo per la retta;
- il termine ultimo per l'ISEE, quasi sempre diverso da quello della domanda;
- la data della graduatoria e il termine perentorio per accettare il posto;
- se il mese di ambientamento si paga per intero e cosa comporta il rifiuto.
Per avere pronti documenti, codici fiscali e credenziali richiesti dai portali comunali c'è la checklist dei documenti post nascita.
Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2026. Date, punteggi e tariffe vengono dagli avvisi pubblici dei tre comuni citati e valgono per l'anno educativo indicato: cambiano ogni anno, e alcune tabelle tariffarie escono a bando già chiuso. Prima di compilare una domanda leggi l'avviso vigente del tuo comune, l'unico testo che fa fede.
Fonti e approfondimenti
- Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione - INPS
- Portale del Ministero della Salute - Ministero della Salute
- Portale INPS - INPS - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Le fonti sono usate per orientare contenuti informativi generali e non sostituiscono il parere del pediatra o di un professionista sanitario.


