Assegno unico per un neonato: il calendario della domanda
Quando si presenta la domanda dopo la nascita, come funziona la finestra di 120 giorni per gli arretrati dal settimo mese di gravidanza e quanto spetta nel 2026.
L'Assegno unico e universale spetta per ogni figlio a carico a partire dal settimo mese di gravidanza, ma la domanda si presenta dopo la nascita. Le due frasi convivono nella stessa pagina dell'INPS e sono la ragione per cui molti genitori non capiscono se stanno arrivando tardi. Non arrivano tardi: il diritto retroagisce, a condizione che la nascita venga comunicata entro un termine preciso.
Questa pagina segue l'ordine in cui le cose succedono davvero, dalla gravidanza al primo accredito, fino alla scadenza di giugno che ogni anno taglia l'assegno a chi non se ne accorge.
In gravidanza non si presenta nulla
L'assegno decorre dal settimo mese di gravidanza (scheda INPS sull'Assegno unico e universale, regola vigente nel 2026), ma la pratica si aggancia al codice fiscale del bambino, che esiste solo dopo la registrazione della nascita. Durante l'attesa non c'è quindi nessun modulo da compilare e nessuna finestra da rispettare.
L'unica cosa utile in questa fase è sapere in che mese cade il settimo mese di gravidanza, perché è da lì che si contano gli arretrati: se serve fare il conto, lo strumento delle settimane di gravidanza restituisce la settimana e il mese corrispondenti a una data.
Dopo la nascita: prima il codice fiscale, poi la domanda
La domanda si presenta quando il bambino ha un codice fiscale proprio. Può presentarla uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio, oppure il tutore nell'interesse del tutelato. I canali sono il servizio online del portale INPS con SPID, CIE o CNS, l'app INPS Mobile, il Contact Center e gli enti di patronato.
Il pagamento può essere ripartito in parti uguali fra i due genitori: la richiesta si può fare anche dopo, e in quel caso la quota al secondo genitore decorre dal mese successivo alla comunicazione della scelta all'INPS.
Per il resto delle pratiche che si concentrano nelle stesse settimane, la checklist dei documenti dopo la nascita tiene insieme registrazione anagrafica, pediatra e tessera sanitaria.
La finestra di 120 giorni
È il punto che vale di più e quello meno visibile. L'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 230/2021 prevede che, se la nascita di un figlio viene comunicata telematicamente all'INPS entro 120 giorni, l'assegno sia riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza. In pratica, con la prima rata arrivano anche le mensilità che vanno dal settimo mese di gravidanza alla nascita.
La norma è scritta per la comunicazione delle nuove nascite. Se non hai mai percepito l'assegno e stai presentando la prima domanda in assoluto, muoverti entro lo stesso termine è comunque la scelta prudente. Per il trattamento delle comunicazioni oltre i 120 giorni non esiste una spiegazione divulgativa sulla scheda INPS: conviene leggere il testo dell'articolo su Normattiva o farsi assistere da un patronato, invece di affidarsi a ricostruzioni di seconda mano.
Hai già altri figli con l'assegno attivo?
Allora non devi presentare una nuova domanda. Per il 2026 l'INPS ha confermato che la domanda già accolta prosegue d'ufficio, se non è decaduta, revocata, rinunciata o respinta (circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026). Resta però l'obbligo di comunicare le variazioni, e la nascita di un figlio si comunica aggiungendo la relativa scheda alla domanda esistente.
È l'errore più frequente in questa fase: aprire una seconda domanda invece di aggiungere la scheda del nuovo nato.
Quanto arriva nel 2026
Gli importi e le soglie sono stati rivalutati dell'1,4%, la variazione ISTAT registrata nel 2025, con decorrenza 1° gennaio 2026 (circolare INPS n. 7/2026). Qui sotto alcune delle fasce dell'allegato n. 1 alla circolare, valori mensili 2026 per ciascun figlio minorenne; la tabella ufficiale scende molto più nel dettaglio e va consultata per l'ISEE esatto:
- ISEE fino a 17.468,51 euro: 203,8 euro al mese per figlio
- fino a 20.030,57 euro: 191,0 euro
- fino a 25.038,21 euro: 165,9 euro
- fino a 29.347,11 euro: 144,3 euro
- fino a 34.471,20 euro: 118,8 euro
- fino a 40.061,14 euro: 90,9 euro
- oltre 46.582,71 euro, oppure senza ISEE presentato: 58,3 euro
Sul neonato si innesta la maggiorazione più rilevante: per ciascun figlio di età inferiore a un anno l'importo calcolato sulle soglie ISEE 2026 è incrementato del 50% fino al compimento del primo anno di vita (circolare INPS n. 7/2026, par. 2). Applicata agli estremi della tabella, la maggiorazione porta l'importo base a 305,70 euro al mese nella fascia ISEE più bassa e a 87,45 euro al mese in assenza di ISEE.
Non sono massimali assoluti: sopra l'importo base possono sommarsi altre maggiorazioni previste per il 2026, fra cui 23,3 euro al mese se la madre ha meno di 21 anni, il bonus secondo percettore di reddito fino a 34,9 euro quando entrambi i genitori lavorano, la maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per i nuclei con almeno quattro figli e le maggiorazioni per figli con disabilità, pari a 99,1, 110,6 o 122,3 euro al mese secondo il grado.
Per calibrare le aspettative vale la pena guardare il dato reale: a maggio 2026 l'importo medio effettivamente erogato per figlio, comprensivo delle maggiorazioni, era di 175 euro (Osservatorio statistico INPS sull'Assegno unico, comunicato del 16 luglio 2026).
Il primo accredito
La prima rata viene di norma pagata nell'ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domanda (calendario dei pagamenti 2026, messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025). L'accredito può avvenire su conto corrente bancario o postale, libretto di risparmio con IBAN, carta con IBAN oppure con bonifico domiciliato presso uno sportello postale.
Marzo e giugno: le due date che cambiano l'importo
Da marzo 2026, in assenza di un ISEE valido, l'assegno viene calcolato sugli importi minimi. Nessuno avvisa prima: l'importo scende e basta. Presentando la nuova DSU entro il 30 giugno 2026 gli importi vengono adeguati retroattivamente da marzo, con gli arretrati; oltre quel termine i mesi passati non si recuperano (circolare INPS n. 7/2026).
Un dettaglio che rende il calcolo meno intuitivo: ai fini dell'importo dell'assegno, l'ISEE viene neutralizzato sottraendo l'assegno unico già percepito dai componenti del nucleo, rapportato al parametro della scala di equivalenza.
La novità 2026 sull'ISEE
Dal 1° gennaio 2026 esiste un ISEE specifico per alcune prestazioni familiari e per l'inclusione, introdotto dall'articolo 1, comma 208, della legge 30 dicembre 2025 n. 199. Cambia due cose che pesano parecchio sulle famiglie proprietarie di casa: la franchigia sul valore dell'abitazione principale sale a 91.500 euro, e a 120.000 euro per chi risiede nei comuni capoluogo delle città metropolitane, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026). Nelle DSU precompilate sono inoltre esclusi automaticamente dal patrimonio mobiliare i titoli di Stato, i buoni fruttiferi e i libretti di risparmio postali fino a 50.000 euro per nucleo.
Per l'assegno unico questo nuovo ISEE conta dalla mensilità di marzo 2026: gennaio e febbraio restano calcolati sull'ISEE valido al 31 dicembre 2025. Una famiglia che negli anni scorsi prendeva il minimo perché la casa di proprietà la spingeva oltre la soglia può quindi ritrovarsi in una fascia diversa, ma solo se presenta una nuova DSU.
Che cosa l'assegno unico ha già sostituito
Dal 1° marzo 2022 l'assegno unico ha assorbito il premio alla nascita, l'assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, gli assegni familiari per i nuclei con figli e orfanili, l'assegno di natalità e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni: non sono misure che si possono chiedere in aggiunta. L'assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e non assorbe il bonus asilo nido, che resta una prestazione autonoma con una sua domanda.
Il diritto prosegue poi fino al compimento dei 21 anni al ricorrere di determinate condizioni, e senza limiti di età per i figli con disabilità.
Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2026. Importi, soglie ISEE, termini e regole di decorrenza cambiano di anno in anno e in corso d'anno: prima di presentare o modificare una domanda verifica i valori aggiornati sulla scheda INPS dell'Assegno unico e universale e sulla circolare in vigore. Questa pagina spiega come funziona la misura, non sostituisce la valutazione del tuo caso da parte di un patronato o di un professionista.
Fonti e approfondimenti
- Assegno unico e universale per i figli a carico - INPS
- Portale INPS - INPS - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
- Normattiva - banca dati della normativa vigente - Normattiva
Le fonti sono usate per orientare contenuti informativi generali e non sostituiscono il parere del pediatra o di un professionista sanitario.

