Calcolatore Settimane di Gravidanza
Scopri a che settimana sei e la tua data presunta del parto a partire dall'ultima mestruazione.
Il conteggio parte da un giorno in cui non eri incinta
Le settimane di gravidanza si contano dal primo giorno dell'ultima mestruazione, non dal concepimento. Non è una svista: è una convenzione ostetrica nata da un problema pratico. Quando il test risulta positivo la data del concepimento è quasi sempre ignota, mentre quella dell'ultima mestruazione viene di solito ricordata o annotata. Si è scelto il dato disponibile invece di quello esatto.
La conseguenza è controintuitiva. Nelle prime due settimane di "gravidanza" l'embrione non esiste ancora: nel momento del concepimento sei già formalmente a due settimane, e quando salta la prima mestruazione sei intorno alla quarta. Chi confronta questo conteggio con quello calcolato dal concepimento trova sempre uno scarto di circa due settimane, e non è un errore di nessuno dei due.
Che cosa fa esattamente questo calcolatore
Prende la data che inserisci e la usa per tre operazioni distinte.
Converte i giorni trascorsi nel formato ostetrico settimana+giorno. "Settimana 8+3" significa otto settimane compiute più tre giorni, non otto settimane e mezzo: è la notazione che ritrovi su referti ed ecografie, quindi vale la pena abituarcisi subito.
Aggiunge 280 giorni (40 settimane) alla data inserita e restituisce la data presunta del parto. È la regola di Naegele, la stessa che sta dietro a qualunque agenda ostetrica, e da lì ricava anche il conto alla rovescia dei giorni.
Indica il trimestre in corso secondo la ripartizione adottata qui: primo fino alla dodicesima settimana compiuta, secondo dalla tredicesima alla ventisettesima, terzo dalla ventottesima in poi. Altri schemi spostano i confini di qualche giorno; non cambia nulla di sostanziale, ma spiega perché a volte leggi numeri leggermente diversi.
Il calcolatore rifiuta le date più vecchie di dieci mesi, perché a quel punto non descrivono più una gravidanza in corso.
280 giorni sono una convenzione, non un appuntamento
Il modello presuppone un ciclo di 28 giorni con ovulazione a metà. Come tutti i modelli descrive bene la media e male i casi singoli: con cicli più lunghi, più corti o irregolari lo scarto fra la data calcolata e quella reale può valere una o due settimane, e nasce interamente dalla stima dell'ovulazione, non dal conteggio dei giorni.
Anche partendo da dati corretti, il parto spontaneo a termine si distribuisce su un arco di settimane intorno alla data stimata. Nascere esattamente quel giorno è una coincidenza, non la norma, e conviene trattare quella data come il centro di un intervallo piuttosto che come una scadenza segnata sul calendario. Le pagine NHS e OMS elencate in fondo descrivono nel dettaglio come è organizzata l'assistenza in gravidanza.
L'ecografia del primo trimestre può riscrivere la data
Nelle prime settimane l'embrione cresce con una regolarità che rende la misura ecografica più informativa della memoria del calendario. Per questo, se l'epoca gestazionale stimata dall'ecografia si discosta oltre la soglia prevista dal protocollo del centro, la data presunta del parto viene ricalcolata su quella misura e tutto il conteggio successivo riparte da lì.
Da quel momento il numero che conta è quello che ti ha dato il ginecologo, non quello di questa pagina. Se le due date non coincidono non c'è niente da correggere reinserendo i dati: sono due stime costruite su informazioni diverse, e una delle due ha la precedenza.
Oltre il termine
Superata la data presunta la gravidanza non è "in ritardo": è semplicemente ancora in corso. Da quel punto il monitoraggio si intensifica e il punto nascita valuta se e quando intervenire, con tempi e criteri che variano fra i centri e in base alla storia clinica. Lo strumento, invece, smette di dire qualcosa di utile: il conto alla rovescia arriva a zero e ci resta, mentre il numero delle settimane continua a salire.
Quando la data presunta comincia ad avvicinarsi, la cosa più concreta da fare con quel numero è preparare la borsa per l'ospedale con qualche settimana di margine.
Fonti e limiti dello strumento
- Pregnancy - NHS
- Maternal health - World Health Organization
Questo strumento fornisce una stima indicativa a partire dai dati che inserisci: non è un dispositivo medico, non formula diagnosi e non sostituisce la valutazione del pediatra, del ginecologo o di un altro professionista sanitario. In caso di dubbi sulla salute del bambino o sulla gravidanza rivolgiti sempre al tuo medico.