Calcolatore Peso in Gravidanza
Quanto peso è consigliato prendere in base al tuo BMI pre-gravidanza e alla settimana attuale.
Linee guida IOM (Institute of Medicine). Consulta il tuo ginecologo per indicazioni personalizzate.
Il dato su cui ruota tutto non è il peso di oggi, ma il peso di partenza. Lo strumento calcola l'indice di massa corporea precedente alla gravidanza — peso in chilogrammi diviso il quadrato dell'altezza in metri — e da quello ricava l'intervallo di aumento associato alla tua categoria. La settimana che inserisci serve solo a proporzionare l'intervallo al punto in cui sei.
Gli intervalli usati qui
Sono quelli delle linee guida IOM, riferite alla gravidanza singola:
- BMI sotto 18,5 (sottopeso): da 12,5 a 18 kg complessivi, con un ritmo di 0,44-0,58 kg a settimana nel secondo e terzo trimestre.
- BMI da 18,5 a 25 (normopeso): da 11,5 a 16 kg, con 0,35-0,50 kg a settimana.
- BMI da 25 a 30 (sovrappeso): da 7 a 11,5 kg, con 0,23-0,33 kg a settimana.
- BMI da 30 in su (obesità): da 5 a 9 kg, con 0,17-0,27 kg a settimana.
Nel primo trimestre lo strumento assume un aumento contenuto, fra mezzo chilo e due chili in tutto, uguale per tutte le categorie; oltre la dodicesima settimana somma a quella base il ritmo settimanale della categoria. Ne consegue che la stima "ad oggi" è una proiezione lineare: vicino al termine i suoi estremi non coincidono esattamente con quelli dell'intervallo totale, che resta il riferimento più affidabile dei due.
Sono intervalli, non obiettivi
Una fascia larga diversi chili non è un bersaglio da centrare: è l'ampiezza entro cui le linee guida collocano l'aumento atteso per quella categoria di partenza. Restare qualche etto sopra o sotto non significa niente di per sé.
Conta molto di più la forma della curva del singolo valore. L'aumento in gravidanza non è regolare: nausea e vomito possono azzerarlo o invertirlo nei primi mesi, e la ritenzione di liquidi può farlo salire di colpo in pochi giorni senza che sia cambiato nulla nell'alimentazione. Un numero isolato, misurato una mattina qualsiasi, dice meno di quanto sembri.
Che cosa ne fa il medico
Alle visite il peso non viene letto da solo. Viene messo accanto alla pressione arteriosa, agli esami, alla crescita del bambino e all'andamento delle settimane precedenti: è la combinazione a orientare eventuali approfondimenti, non il confronto con una tabella. Un aumento molto rapido o un arresto prolungato sono segnali che meritano un controllo; il resto è variabilità.
Questo strumento, del resto, non ti chiede quanto pesi adesso. Non può dirti se sei dentro o fuori dall'intervallo: ti dice qual è l'intervallo. È una limitazione voluta, perché il confronto fra il peso reale e la fascia attesa è esattamente il passaggio che ha senso fare con chi segue la gravidanza.
Quando il calcolo non si applica
Gli intervalli riportati riguardano la gravidanza singola: per una gravidanza gemellare le indicazioni sono diverse e vanno chieste al centro che ti segue. Lo stesso vale se il BMI di partenza è al limite fra due categorie, se non ricordi con precisione il peso pre-gravidanza, o se esistono condizioni preesistenti — diabete, patologie tiroidee, disturbi del comportamento alimentare — che cambiano completamente il quadro. Le pagine NHS e OMS in fondo alla pagina descrivono l'assistenza prevista in gravidanza.
Dopo il parto il peso torna al proprio ritmo, con tempi molto individuali e nessuna scadenza sensata. Nelle stesse settimane l'attenzione si sposta altrove, per esempio sull'avvio dell'allattamento al seno, che ha un impatto sul fabbisogno energetico ben più concreto di qualsiasi tabella.
Fonti e limiti dello strumento
- Pregnancy - NHS
- Maternal health - World Health Organization
Questo strumento fornisce una stima indicativa a partire dai dati che inserisci: non è un dispositivo medico, non formula diagnosi e non sostituisce la valutazione del pediatra, del ginecologo o di un altro professionista sanitario. In caso di dubbi sulla salute del bambino o sulla gravidanza rivolgiti sempre al tuo medico.